LA MELONI AFFOSSA LA REALE ALTERNATIVA SOCIALISTA ALLA UE

 

 

Dopo la bagarre parlamentare sul Manifesto di Ventotene che ha visto Giorgia Meloni protagonista, vorrei qui brevemente presentare un punto di vista sull'accaduto che si discosta nettamente dai commenti finora ascoltati, pur conscio del fatto che si sia trattato comunque di un evento di distrazione di massa escogitato al momento opportuno.

 

Per rompere gli indugi dico subito che ritengo che l’episodio citato si inserisca in una strategia ben più ampia e non apertamente dichiarata volta, non tanto a criticare realmente il modello europeo in essere, quanto piuttosto a distorcere e screditare ogni possibile idea di alternativa al sistema stesso.

 

La velata accusa di socialismo nei confronti dell'UE emersa dalla lettura di alcuni brevi passaggi decontestualizzati infatti, non è stata a mio avviso tanto una mera posizione a carattere politico-ideologico, quanto piuttosto un preciso tentativo di deviare l'opinione pubblica da quella che dovrebbe essere la vera discussione di fondo, vale a dire la possibilità dell’esistenza di un modello radicalmente alternativo al sistema di dominio tecno-finanziario di cui l’Unione Europea è compiuta espressione.

 

Nel suo intervento, la Meloni ha infatti cercato surrettiziamente di far passare il concetto che l’UE, con la sua architettura istituzionale e le sue politiche economiche, si stia facendo promotrice di una sorta di "regime socialista" animato da una feroce opposizione alla proprietà privata e quindi alla libertà individuale.

 

Questa critica è chiaramente tanto infondata quanto pericolosa, in quanto nasconde la precisa volontà di demolire agli occhi dei più la possibilità di un modello alternativo incentrato sull'idea di benessere collettivo piuttosto che sul dominio finanziario di banche e mercato globale.

 

Il tentativo della Meloni, in questo senso, è stato quello, ancora una volta, di spingere l’opinione pubblica verso la semplificazione ideologica di rovesciare il reale carattere neoliberale-federalista del manifesto in questione in un pericoloso progetto “comunista”, nemico della proprietà privata, come sembra che alcuni già stoltamente sostengono. 

 

In realtà, questa operazione ha dunque avuto un duplice scopo: da una parte spaventare i cittadini attraverso la solita retorica del "pericolo comunista", mentre dall'altro celare la reale natura dell’unione stessa.

 

L'operazione della Meloni, non è stata solo quella di screditare la stessa idea di un sistema economico e politico alternativo a quello esistente, quanto piuttosto quella di trasformare il modello socialista in un pericolo incombente e già operante all’interno dell'unione stessa, ovviamente guardandosi bene dall’osservare come l'Europa sia al contrario interamente subordinata agli interessi delle grandi banche e fondi di investimento, dove  la democrazia è ridotta ad una facciata e dove i diritti sociali vengono sempre più erosi ogni giorno che passa.

 

In questo contesto, la critica della Meloni è dunque rivelatoria. È una critica che non vuole mettere in discussione le reali contraddizioni del sistema europeo ma, al contrario, accreditare le sue colpe a tutto ciò che possa rappresentare e costituire un suo effettivo superamento. 

 

L'ammiccamento al pericolo socialista camuffato da critica alla stessa UE, non è altro che una manovra atta a proteggere l'ordine neoliberista e mantenere il controllo delle élite economiche sulle vite dei cittadini europei.

 

Alberto Cardinale di Ancora Italia Genova

 

Marzo 2025